M4 MOE CQB DEEPFIRE (SILVER SERIES)

Deepfire è un azienda nata ad hong kong nel 2003, ha iniziato la sua avventura producendo componenti specifici per asg tradizionali e PTW,il team di tecnici deepfire si è sempre distinto per l’importanza che ha sempre dato ai feedback ricevuti dai giocatori grazie ai quali ha cercato di migliorare le proprie proposte.

Nel corso degli anni deepfire ha cominciato a proporre al pubblico le sue repliche (fondamentalmente tutte ispirate alla serie colt) e ha continuato lo sviluppo di componenti per asg ampliando la propria proposta (si è distinta anche per l’utilizzo di materiali innovativi quali la grafite e il titanio).

Recentemente deepfire ha stretto un accordo con la statunitense magpul per la commercializzazione di una serie di repliche equipaggiate con i componenti PTS magpul in varie colorazioni (black, d.e, foliage green e olive drab), queste a loro volta divise in 2 categorie: la silver series (con meccanica normale) e la professional series (con meccanica hi-torque).

Oggi andremo a scoprire nel dettaglio la silver series e più precisamente la serie MOE (che comprende una versione carbine e una cqb) ed è proprio questa che andremo a esaminare.

La replica è contenuta nella classica scatola comune a tutte le asg (sulla quale sono posti gli adesivi che indicano la licenza magpul), al suo interno troviamo:

  • l’m4 moe cqb
  • 1 pmag da 120 bb
  • il manuale d’istruzioni
  • uno scovolo

Ormai tutti conoscono questo tipo di repliche quindi non mi dilungherò nel descrivere il feeling che il fucile restituisce,la canna da 10,5″ unito al leggero frontale MOE magpul rendono questa asg molto maneggevole e il peso contenuto consente un facile brandeggio.

La replica è equipaggiata con l’ormai onnipresente CTR stock magpul dotato di fricition lock   e non il più economico MOE stock, una scelta apprezzabile.

Il buffer tube è predisposto per l’uso di batterie lipo.

Il receiver è in metallo e riporta sulla superficie i loghi serigrafati al laser (calydon arms) non sono il massimo ma ho visto anche di peggio, apprezzabile invece la scelta di verniciare in matt gray tutte le minuterie quali selettore, sgancio caricatore e perni di fissaggio mentre abbastanza anonima risulta essere la verniciatura del receiver fatta in un comunissimo matt black (teniamo anche conto che la silver series rappresenta la proposta entry level di deepfire quindi è normale che la scelta dei materiali e delle soluzioni sia fatta anche in un ottica di contenimento dei prezzi entro certi limiti).

La mira posteriore è una magpul M-BUS mentre quella anteriore è rappresentata dal classico delta di mira.

La componente estetica del fucile passa a pieni voti l’esame, dimostrando un eccellente rapporto qualità\prezzo, resta ora da vedere se anche il resto è all’altezza.

La meccanica dell’m4 deepfire si basa su:

  • gear box di 2° generazione marchiato deepfire.
  • boccole piene da 6mm in metallo
  • cilindro in ottone con foro a 3\4
  • pistone deepfire in pom
  • testa pistone in metallo senza fori antivuoto
  • testa cilindro in resina
  • spingipallino con or di tenuta
  • terna ingranaggi in titanio
  • guidamolla in metallo
  • molla a passo variabile
  • hop up in metallo
  • canna in ottone

A un primo esame rimango decisamente stupito in senso negativo da alcuni fattori:

Lo spingipallino è visibilmente rovinato e deve essere sostituito.

La scelta di montare una testa pistone in metallo senza fori antivuoto mi lascia perplesso, in quante le prestazioni non eccezzionali di questi componenti sono ormai ben note.

Lo spessoraggio va rivisto, sopratutto quello dell’ingranaggio settoriale che ha un gioco eccessivo.

L’hop up non ha la rotella con i registri di inizio\fine corsa rendendo la regolazione di fatto problematica.

In compenso terna e gruppo aria sono stati lubrificati a dovere con prodotti discreti.

Il motore che spinge la meccanica è un deepfire da 29.000 rpm, un motore che avevo già provato in precedenza su alcuni assemblati e che è paragonabile come prestazioni ai vecchi G&G delle serie high end (quelli con la plastica rossa e il corpo grigio),una via di mezzo tra un motore hs e ht.

Per non alterare il test e le prestazioni della replica però non intervengo su nessun componete (nemmeno lo spingipallino) per non falsarne i risultati.

Le misurazioni sono state effettuate con un crono GUARDER speeder 2000.

POT. 1,17 joule (min. 0,98-max 1.21 j) si denota una tenuta del gruppo aria discutibile.

ROF: 17 bb\s con batteria lipo firefox 7,4 x 2200 mha 20c.

PROVA DI TIRO:

  • pallini utilizzati GUARDER precision 0.25 g.
  • bersaglio 25×25 cm a 25 metri di distanza 1.60 m. d’altezza.

SEMI AUTO (10BB)   4\10

FULL AUTO (30BB)  9\30

COMPATIBILITA CARICATORI:

  1. dboys–buona
  2. marui–buona
  3. pmag acm–pessima
  4. pmag magpul–discreta
  5. pmag star–discreta
  6. classic army–assente
  7. g&g–discreta

Come temevo alla prova di tiro il deepfire si è dimostrato deludente, già dopo 20 metri i pallini tendono ad allargarsi creando una rosata veramente troppo ampia  che rende impossibile effettuare dei tiri mirati, l’unica possibilità di attingere il bersaglio è per saturazione (una condizione già difficilmente digeribile  da chi utilizza caricatori maggiorati, assurda per chi utilizza mid-cap che si vedrebbe costretto a svuotare caricatori su caricatori per colpire un target che si trova nella zona di tiro utile,una condizione inaccettabile).

Certo se dovessimo valutare la replica cosi come si presenta da scatola la stoncatura sarebbe inevitabile (a una buona estetica ha corrisposto una pessima meccanica), resta da valutare quanto di questo dipenda dall’assemblaggio frettoloso e dai componenti rovinati (come lo spingipallino).

Visto che comunque la replica ha dei valori di potenza che sforano i limiti di legge e che quindi deve essere depotenziata prima di essere utilizzata, ne approfitterò per valutare se è possibile con un intervento non invasivo estorcere a questo fucile delle prestazioni degne di tale nome.

UP-GRADE

La prima sorpresa una volta riaperta la replica è constatare che il pistone ha subito un riaggancio in corsa (tenete conto che la replica ha sparato meno di 3 caricatori mid-cap…360 pallini con una tranquillissima lipo 7,4) imputabile allo spessoraggio insufficiente del settoriale.

Il pistone deepfire è stato sostituito con un element full teth completo di testa pistone guarder in pom, come spingipallino è stato installato un guarder con anima tonda e or interno il tutto spinto da una molla SP100 guarder (meno due spire).

Per migliorare il pescaggio è stato aggiunto un delayer king arms al settoriale, ho mantenuto l’hop up deepfire a cui ho sostituito le rotelle di regolazione prelevate da un gruppo hu guarder.

Il gommino hu di mescola dura è stato eliminato e al suo posto ho installato un gommino hurricane con pressore home made accoppiato a una canna di precisione in acciaio element dal diametro interno di 6,03mm.

Cosi modificato il moe è stato riportato al crono per le rilevazioni:

Le misurazioni sono state effettuate con un crono GUARDER speeder 2000.

POT. 0.96j (min. 0,94-max 0,98 j)

ROF: 17 bb\s con batteria lipo firefox 7,4 x 2200 mha 20c.

PROVA DI TIRO:

  • pallini utilizzati GUARDER precision 0.25 g.
  • bersaglio 25×25 cm a 25 metri di distanza 1.60 m. d’altezza.

SEMI AUTO (10 BB)  7\10

FULL AUTO (30BB)  15\30

Grazie all’intervento la replica ha denotato un netto miglioramento, niente di epocale ma rispetto alle prestazioni scadenti iniziali si può essere soddisfatti, la rosata è decisamente migliorata anche se è sicuramente possibile affinare le prestazioni.

A 25 metri la precisione è notevolmente cresciuta dimezzando quasi la dimensione della rosata, nelle fasi finali della parabola di tiro però la concentrazione dei colpi è sicuramente migliorabile, ora però è possibile perlomeno cimentarsi nel tiro selettivo con reali possibilità di colpire il bersaglio e non affidandosi al caso.

Le prestazioni attuali sono in linea con quanto  espresso dalle repliche di media categoria (diciamo assimilabili a quanto offerto da king amrs, lonestar e g&g), resta da capire se quanto rilevato è imputabile al fatto che sia una replica nata “sfigata” o sia una costante in questi modelli.


 

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