SR25 THE AR BROTHER IN .308

Guardandolo distrattamente l’SR-25 sembra solo uno dei tanti cloni del fucile d’assalto M4 ma in realtà è qualcosa di ben diverso, discendente diretto dall’Armalite AR10 sviluppato agli inizi degli anni 60 e considerato il padre dell’M16.

La principale differenza è data dal calibro impiegato: il .308 al posto del 5.56×45 utilizzato dai comuni AR15 e dal tipo di impiego a cui è destinato, non un arma d’assalto ma un piattaforma  per tiratori scelti\sniper.

Risultato della collaborazione tra Eugene Stoner (progettista dell’m16 e del sistema modulare d’arma Stoner) e Reed Knight (propietario della Knight’s Armament corp.) vede la luce agli inizi degli anni 90: l’idea era quella di realizzare un arma che avesse un 60% delle parti compatibile con i normali AR15 e fosse in grado di sparare proiettili calibro 7,62×51 dotati di prestazioni balistiche superiori al 5.56 in grado, precisi anche oltre i 600 metri con sufficiente potere di arresto per invalidare il bersaglio.

Il risultato fu lo Knight’s Armament SR25, dotato di canna da 20″ floattante (realizzata dalla Remington inizialmente) con 5 rigature destrorse con passo 1\11 che garantiscono una rosata di 1,9 pollici (48mm) a 100 yard utilizzando munizioni standard m118 LR (con velocità alla bocca di 2453 piedi al secondo).

Il funzionamento è a recupero di gas diretto (come sui comuni AR) e impiega un otturatore ruotante cromato dotato di 7 alette e un nuovo estrattore migliorato, il receiver è realizzato in alluminio aereonautico e non dispone di foward assist.

Il fucile fu adottato immediatamente dall’NSW per i suoi reparti speciali che lo ritennero idoneo all’impiego (acquisendo la denominazione di MK11 Mod.0) e fece il suo debutto in azione nel corso della missione “Restore Hope” in Somalia (1993)nelle mani degli sniper del Dev.Gru.

Molto apprezzata fu la capacità dell’SR25 di operare in sinergia con il silenziatore QD di cui era dotato, grazie ad esso il tiratore poteva mantenere occultata la sua posizione più facilmente grazie alla diminuzione del rumore e all’assenza del lampo durante lo sparo, un altro meno evidente vantaggio è dato dalla funzione di freno di bocca a cui il silenziatore assolve diminuendo il rinculo e permettendo un rapido doppiaggio dei colpi.

L’SR25 si affermò come un arma precisa e affidabile e si diffuse anche agli altri reparti dell’esercito statunitense, sopratutto dopo il manifestarsi delle necessità date dal conflitto afgano prima e iracheno poi.

Il sistema ha conosciuto nel tempo un evoluzione che a visto il nascere di diverse versioni che si differenziano per lunghezza di canna,l’impiego di diversi tipi di frontali\calciature\freni di bocca.

  • US Navy\USMC MK11 mod.0

  • MK11 MOD.1

  • MK11 MOD.2

  • XM110

Nel 2005 ha partecipato e vinto il concorso SASR (semi-automatic sniper rifle)  indetto dall’Us Army con la versione denominata XM110. L’esercito americano era intenzionato a sostituire i suoi bolt action M24 con un arma semi-automatica (e molte erano le perplessità che un arma semi-auto potesse eguagliare un bolt action in precisione).

Knight’s Armament assicurava una precisione di 0,5 MOA a 100 yard con munizioni match e la capacità di colpire bersagli con precisione in fuoco rapido fino a 600 metri e oltre a seconda delle condizioni e delle capacità del tiratore.

Le prestazioni hanno garantito all’SR25 e ai suoi discendenti una larga diffusione anche fuori dei confini statunitensi andando ad equipaggiare una moltitudine di reparti militari stranieri (Col moschin, Grom, IDF ecc.).

Seal dell’US Navy con mk 11 mod.1 a khost\aghanistan 2006.

Operatore della Delta Force si riposa dopo una missione a bordo di un UH-60 con se a un xm110 dotato di canna da 16″ ideale per le operazioni in ambiente urbano.

Sniper appartenenti agli SFG dell’Us Army tengono sotto controllo il loro obbiettivo, Bassora\Iraq 2006.

Incursore del GOI con m110 dotato di ausili per il tiro notturno.

 

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