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SIG AIR MCX VIRTUS

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Nel 2015 la divisione americana della Sig Sauer presentò nel corso dello Shot Show il SIG MCX : un fucile d’assalto multicalibro con un funzionamento basato sull’utilizzo di un pistone a  corsa corta brevettato Sig e su un sistema di gestione del rinculo proprietario che elimina la necessità di un recoil buffer in stile AR15.

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Questo ha portato alla creazione di una arma compatta dotata di un rinculo contenuto e ampiamente modulare in grado di adattarsi a diverse tipologie di missione.

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Due anni dopo a seguito dei feedback ricevuti dagli operatori delle forze speciali militari e di polizia SIG ha rimaneggiato il progetto originale per migliorare l’arma: l’ha dotata di una canna più pesante (per aumentare la precisione), ha ulteriormente espanso la modularità e la qualità dei componenti interni  che garantiscono ora una vita operativa di oltre 20.000 colpi senza la necessità di intervenire su un singolo pezzo.

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La nuova piattaforma prese il nome di MCX Virtus (termine latino che indica il misto di coraggio ed eccellenza che idealmente costituiscono le virtù di un guerriero).

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Prodotto in 3 differenti varianti:

  1. Patrol (con canna da 16″)
  2. Pistol (con canna da 11,5)
  3. SBR (con canna da 9″)

Sig Sauer oltre a produrre i modelli destinati al personale militare\civile si è dedicata anche ai mercati minori e attraverso Sig Air (la divisione che si occupa delle air guns) sono giunte a noi sia le versioni in calibro 4.5 che quelle in 6mm dedicate all’airsot. Chi ha buona memoria si ricorderà che in passato Cybergun ci aveva già proposto una replica dell’MCX che però non incontrò una calorosa accoglienza, riuscirà SIG AIR a far freccia del cuore degli appassionati questa volta?

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Il SIG MCX Virtus è prodotto da Vega Force Company che per il momento ci propone la sola versione pistol con canna da 11,5″. Come di consueto (perlomeno parlando di esterni) VFC non si smetisce e ci propone una replica davvero notevole dal forte impatto estetico.

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Il lower receiver è in zama mentre l’upper è realizzato in alluminio CNC con tutti i loghi al posto giusto.

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Sul lato sinistro possiamo apprezzare il foward assist e il deflettore per bossoli maggiorato. Come sul 95% delle repliche stile AR troviamo un leggero gioco tra upper e lower (strano eh) risolvibile montando un magic pin.

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Il Virtus è dotato di comandi ambidestri (selettore di fuoco, sgancio caricatore e asta di armamento) solo il tasto del bolt stop è assente dalla doppia configurazione.

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Piccola nota di demerito ma che ormai sembra essere tradizione sulle repliche VFC con doppio selettore di fuoco, quello di sinista non ha la stessa stabilità e precisone del selettore destro che è afflitto da piccoli e fastidiosi giochi.

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La guardia del grilletto è maggiorata e ci consente un utilizzo agevole del fucile anche indossando spessi guanti invernali.

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Nella parte posteriore del lower receiver troviamo 2 asole in cui è possibile installare dei ganci cinghia QD (una per lato).

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La grip è in polimero ed è dotato di texture anti-scivolo che garantisce una presa efficente anche in condizioni difficili.

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La calciatua presente sul Virtus VFC è quella telescopica regolabile su 3 posizioni.

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Il pulsante per lo sblocco della calciatura è sulla parte superiore del supporto della stessa.

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Sotto di essa troviamo un asola in metallo per la cinghia (contando quelle sul receiver, sul calcio e frontale vi sono 7 punti di ancoraggio diversi).

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Il calcio è installato su una guida di tipo Piccatiny e rimuovendo una singola vite è possibile rimuoverlo e all’occorenza installarne uno di diverso tipo (tra quelli dedicati a questa piattaforma).

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Credo che il motivo per cui si sia scelto di installare anche sul Virtus la stessa calciatura dell’MCX tradizionale sia per un discorso puramente economico (visto che c’era già pronta perchè non riutillizzarla). Al momento ne Sig Air ne VFC propongono calciature alternative ma volendo ( e soldi permettendo) è possibile montare senza problemi tutti i vari tipi destinati all’arma vera. Oltre a quelle presenti qui sotto esistente anche un adattatore per installare un buffer tube da M4 e quindi utilizzare tutti i calci per tale piattaforma.

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Rimuovendo il supporto del calcio è possibile accedere al guidamolla ed effettuare all’occorenza una sostituzione rapida della stessa senza dover togliere il gear box dal receiver.

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Il frontale da 11,5″ è realizzato in alluminio CNC estremamente leggero e dotato di standard MLOK.

m26 Anche sul frontale troviamo delle asole per agganci QD (una per parte).

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Il frontale è rimovile (è fissato da due viti esagonali) e dentro ad esso viene alloggiata la batteria necesseria al funzionamento della replica.

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Lo spazio per l’accumulatore è stato ricavato eliminando il finto pistone a corsa corta, particolare che forse farà storcere il naso ai puristi ma oggettivamente era l’unica soluzione possibile. L’outer barrel è in alluminio e si completa con una spegnifiamma 3-prong (NB.come nel caso del calcio abbiamo un altro caso di reciclo, lo spegnifiamma impiegato sul Virtus non è quello corretto ma è stato riutilizzato quello dell’MCX originale).

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Da segnalare l’assenza delle tacche di mira (cosi come sul modello real steal), il motivo sinceramente lo ignoro.

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MECCANICA

La meccanica dell’MCX Virtus è quella di un normale M4 VFC (la stessa che troviamo sulla serie VR16\HK416A5) basata quindi su un gear box V2.2 con boccole da 8mm.

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Gli ingranaggi sono i classici VFC con rapporto 16.1

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Possiamo notare che è stato adottato una nuova tipologia di pistone, realizzato in polimero con cremagliera a 14 denti (di cui 7 in acciaio) dovrebbere risolvere i problemi della precedente generazione. Sarà la volta buona per avere un pistone affidabile?  Vedremo ma personalmente non capisco cosa ci voglia ad installarne uno con cremagliera in acciaio a 14 denti  e togliersi il pensiero una volta per tutte (ormai una soluzione che propongono anche case molto meno blasonate) al posto di questi pistoni in polimero dalla durata limitata.

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La molla è una M1OO a passo variabile che come potete vedere dalle foto è stata brutalmente amputata di qualche spira per fare rientrare la potenza del Virtus nei limiti di legge (una soluzione che lascia davvero a desiderare considerato il range di prezzo della replica).

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Il resto del gruppo aria è quello canonico VFC : testa cilindro in plastica con nozzle in polimero da 21.15 di lunghezza, testa pistone in alluminio, cilindro in alluminio e tapper plate in polimero.

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Il gruppo elettrico è formato dal sistema ECS ossia un gruppo lamellare tradizionale con mosfet integrato diviso in due unità : l’FCU (fire control unit) all’interno del gearbox e l’ECU (elettronic control unit) installata alla base dell’outer barrel. Capiamoci non si tratta di un elettronica complessa sulla falsariga di Titan, Perun e simili ma di una semplice unità mosfet in grado di prevenire un eccessivo consumo del gruppo lamellare (dovuto alle alte temperature che normalmente sviluppano) e di diminuire i consumi di energia.

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Il gruppo hop-up è quello tradizionale impiegato sulle piattaforme M4 con sistema di regolazione tramite ghiera rotativa.

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La canna è in ottone lunga 300 mm con diametro interno da 6,15mm accoppiata al classico gommino VFC nero da 65° gradi.

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Il motore (purtroppo) è l’high speed da 30k nominali presente sulla quasi totalità delle repliche Vega Force da anni, la mia speranza di trovare a bordo il Cyclone high torque che negli ultimi tempi era installato sulle repliche Avalon è stata vana.

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 SHOOT TEST

  • caricatore VFC stanag mid-cap 120 bb.
  • pallini Airsoft Surgeon 0,25.
  • batteria LIFE 9,9 AB Batteries 1000 mha 20c.
  • distanza dal bersaglio 30 metri , outdoor.
  • potenza rilevata 0,94 joule

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FULL-AUTO 30 shoot (6 miss)

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CONCLUSIONI

L’MCX Virtus è una replica per cui ho sentimenti contrastanti, esteticamente mi piace davvero molto (sotto quel punto di vista VFC vince sempre a mani basse) nonostante qualche dettaglio fuori posto (calciatura e spegnifiamma sono stati semplicemente reciclati dalla prima versione dell’MCX) l’impressione però è quella di avere a che fare col fratello maggiore real-steal. Meccanicamente invece mi sarei aspettato davvero di più visto il buon lavoro svolto recentemente sulle meccaniche Avalon (vedasi la recensione del SAMURAI) e invece troviamo una meccanica vecchia che ha ampiamente mostrato i suoi limiti nel corso degli anni.

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Ora sappiamo bene che quando si parla di prodotti stock nell’airsoft  è ormai tradizione pagare caro e salato soluzioni meccaniche che valgono la metà di quello che si sborsa (un esempio su tutti la serie SRE di Marui) ma questa non è una scusante valida dietro al quale le aziende possano nascondersi. Eppure qualche esempio di realtà commerciale che ha provato a invertire questa infausta tendenza  c’è (vedi Kytac o  la danese ASG), una persona che sborsa diverse centinaia d’euro per acquistare una replica di fascia alta si aspetta di trovare oltre che una buona estetica anche una meccanica di qualità e non solo una delle due cose.

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Al di là di queste considerazioni personalmente ho apprezzato il Virtus, il maneggio identico a quello di un m4 aiuta facilmente a entrare in sintonia con la replica. Una buona bilanciatura e il peso ridotto sono altri due aspetti che rendono l’MCX una piattaforma che si fan ben volere e ben si presta tanto all’utilizzo in boschivo quanto in ambiente urbano. Parlando di prestazioni out of the box invece che dire, partendo dal presupposto come detto in precedenza che la meccanica è la stessa che trovate sulla serie VR16 le prestazioni sono identiche a quella famiglia di fucili ne più ne meno; certo siamo lontani da quello che ad esempio VFC ci offre con la serie Avalon in termini di precisione e reattività della replica. A meno che non vogliate rimanere instantaneamente a piedi evitate accuratemente di usare una 11,1  poichè con la molla che cè a bordo il riaggancio è assicurato (e anche con le 9,9 ci starei parecchio attento). Il mio consiglio (visto anche la facilità con cui è possibile farlo) è di cambiare a seduta stante la molla onde evitare rotture indesiderate.

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Per coloro i quali sono disposti a investire ulteriori soldi nella preparazione e correggere le mancanze tecniche di serie l’MCX saprà regalarvi belle soddisfazioni una volta messo a punto come si deve cambiando decisamente faccia e regalandovi ben altri risultati (come accade un pò su tutti i VFC).Ma questa è un altra storia e se vi interessa basterà guardare la sezione custom del blog tra un pò per vedere quali tipi di inteventi sono stati fatti e che risultati hanno portato.

Alla prossima e come sempre hail satan