UMAREX VFC MP7A1 AEG

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Sono riuscito finalmente a dedicare un pò di tempo all’Umarex MP7A1 AEG replica uscita in pompa magna questa primavera vittima però di una delle peggiori gestioni commerciali  che io ricordi. Il buon lavoro fatto da Vega Force Company in fase di progettazione e produzione non è stato supportato da Umarex che in Europa ha distribuito una manciata di repliche (senza la possibilità di acquistare nessun caricatore extra) lasciando i poveri distributori ufficiali in balia della clientela a cui le palle giustamente giravano a 1000.

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Oggi per fortuna la situazione è migliorata sia per la questione caricatori sia per la questione ricambi e chi sceglie di investire i suoi soldi sa che lo fà con una replica matura e che gode ora del pieno supporto del mercato.

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VFC con la versione elettrica ha riconfermato quanto fatto con la versione Gas Blow Back : si è semplicemente seduta in cima guardando tutti i suoi avversari dall’alto in basso (anche se a onor del vero visto cosa propone il mercato in ambito MP7 elettrico ha avuto gioco facile).

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L’MP7A1 VFC AEG è in scala 1\1 perchè realizzato sui progetti originali Heckler & Koch a differenza di tutte le altre repliche sul mercato (sia AEG che GBB). Mi preme sottolineare questo punto perchè la differenza non è di pochi millimetri ma sono centimetri e pure diversi.

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(sx MP7A1 Marui – dx MP7 Navy VFC)

La replica è interamente realizzata in tecno-polimero è pesa poco meno di 1,7 kg caricatore compreso. Come si evince si tratta di un SMG leggera (e lo sono anche i caricatori a differenza di quelli a gas) che anche una volta accessoriata difficilmente supera i 2,5 kg se si fanno scelte oculate in fatto di sistemi di puntamento e flashlight.

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L’ingombro della replica passa da 636 mm a calcio completamente aperto a 415 mm con la calciatura chiusa.

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L’MP7A1 è dotato interamente di comandi ambi-destri e può quindi essere gestito senza problemi sia da tiratori mancini che destrorsi.

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L’SMG dispone di folding grip frontale e tacche di mira Buis in metallo. Sui lati del frontale è possibile installare delle slitte Piccatiny da 20mm.

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Nella parte posteriore troviamo i comandi per la regolazione del calcio e l’asta d’armamento che gestisce l’apertura del finto bolt carrier (dando accesso alla ghiera di regolazione dell’hop up).

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Per accedere al vano batteria si deve rimuovere il coperchio anteriore, la spazio è poco e si deve fare attenzione nel sistemare correttamente i cavi (se volete ricavare spazio è consigliabile passare ai connettori deans).

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Il caricatore è interamente in plastica e ha la capacità di 110BB. Come accennato in precedenza è molto leggero (poco meno di 150 grammi) ma vi consiglio di trattarlo con un minimo di riguardo onde evitare di danneggiare i leveraggi che innescano il bolt stop presenti nella parte superiore del caricatore.

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Il follower del caricatore è dotato di un inserto in acciaio che quando viene rilevato dal sensore magnetico dentro l’hop up invia un segnale alla scheda madre che ferma la replica e le impedisce di sparare.

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MECCANICA

Andiamo a vedere adesso la parte interessante ovvero cosa ha messo Vega Force Company dentro questo piccolo mostro. Parto innanzitutto con la premessa che il Field Strip dell’MP7A1 VFC non è semplice e sicuramente non alla portata di tutti, sconsiglio quindi ai principianti di cimentarsi in interventi di ottimizzazione e simili senza prima aver appreso bene il funzionamento di meccanica ed elettronica.

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Il core meccanico è composto dal gruppo gear box-motore, dal gruppo canna-hop up e dalla scheda madre.

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La meccanica propietaria è formata da un gear box con 4 ingranaggi su boccole cuscinettate da 8mm.

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Il gruppo aria è formato da un pistone in polimero con cremagliera in acciaio a 7 denti abbinato a una testa pistone in polimero VFC.

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(confronto con pistone standard VFC)

Cilindro tronco conico pieno, testa cilindro in polimero e nozzle in plastica dedicati.

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Nella foto è possibile notare  la leva dell’anti-revershal che si interfaccia al pistone.

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I 4 ingranaggi sono in acciaio e di buona fattura (mediamente silenziosa), lo spessoramento è già di serie di discreta fattura (particolare questo non di poco conto).

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Il motore è un NT da 25.000 rpm molto reattivo ed estremamente veloce. Vega Force Company sconsiglia di impiegare nei modelli dotati di M90 batterie 11,1 e io non mi sento di contraddirla.

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Il gruppo Hop up è in plastica, sul lato sinistro è visibile il sensore magnetico che lavora in sinergia col follower del caricatore.

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La canna in ottone teflonato è lunga 200mm impiega un gommino hop up VFC da 70° con patch del pressore in plastica dura sagomata.

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L’MP7A1 è dotato di un mosfet ad alte prestazioni comandato via micro-switch dal grilletto.

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La scheda madre posizionata all’esterno della shell gestisce i sensori (hop up), i micro-switch (selettori\grilletto) e il mosfet.

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SHOOT TEST

Potenza massima rilevata : 0,94 joule (284.43 FPS)

Potenza minima rilevata : 0,90 joule (278.32 FPS)

Note sul test:

  • caricatore VFC mid-cap 110 bb.
  • pallini Airsoft Surgeon 0,25.
  • batteria LIFE AB Batteries 750 mha 20c.
  • ROF 22 BB\s
  • distanza dal bersaglio 25 metri metri , outdoor.

SEMI AUTO 10 BB.

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FULL AUTO 30BB

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Test reattività di tiro con Lipo 9,9 750 mha 20c AB Batteries.

CONCLUSIONI

L’MP7A1 VFC AEG è stata personalmente la sorpresa di quest’anno, certo da VFC è lecito sempre aspettarsi il meglio visto che è considerato una delle aziende leader in questo settore ma l’esperienza mi insegna a non dare mai nulla di scontato anche quando si cacciano i big money. Ma non è questo il caso. L’SMG tedesca è una delle migliori repliche out of the box che mi siano capitate a tiro. Prestazioni balistiche sopra la media, un buon livello di affidabilità (se si ha l’accortezza di utilizzare le giuste batterie) e un assemblaggio di prim’ordine. L’MP7A1 si trova a suo agio sia nel fitto del bosco che negli angusti spazi urbani, dovrete solo fare una certa esperienza con il maneggio e abituarvi alla postura di tiro più raccolta che richiede rispetto al classico AR.

Il peso estremamente contenuto della replica e dei suoi caricatori ne fa una compagna preziosa anche per i lunghi eventi (24\48H)  dove ogni grammo risparmiato fà la differenza. Il semi-auto estremamente reattivo già di serie (grazie alla combinazione di mosfet e micro-switch), è l’deale per l’impiego CQB dove anche un uso smodato del singolo non comporterà nessun tipo di problema come invece avviene sui fucili dotati di gruppo lamelllare tradizionale.

Buona sopratutto la prova in full auto dove la concetrazione delle rosate in raffiche brevi da 3\5 colpi è soddisfacente tenendo conto che si sta impiegando un gommino con gradazione 70 (di sicuro non la più indicata per 1 joule di potenza). Discorso importante per quanto riguarda la batteria poichè c’è molta confusione in merito e consigli dati con leggerezza possono portare a conseguenze più serie. VFC produce due versioni di MP7 (versione europea e asiatica) che differiscono tra loro per il rapporto degli ingranaggi e molla impiegata. La versione europea utilizza un rapporto più veloce e una molla M90 (più morbida della M110 dell’asia version) e risulta quindi di serie avere un ROF superiore a quella asiatica. Ne consegue che una batteria 11,1 risulta troppo performante per le velocità che raggiunge in full auto la replica esponendola a rotture prima del tempo. Se volete ottenere il massimo in termini di reattività, rof e affidabilità con la versione italiana vi consiglio di impiegare batterie Life 9,9 750mha 20c AB batteries che sono semplicemente perfette per l’impiego di questa SMG.

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Tutto questo può essere vostro per 500 miseri euro che certo non sono pochi, la versione GBB costa quasi 200 euro in meno ma di contro ogni singolo caricatore costa quasi 70 dollari contro i 26 dell’elettrico quindi più o meno i conti si pareggiano. Ma è anche vero che molti tutt’oggi pagano un Marui con le boccole in plastica, ingranaggi in burro e una testa anti-vuoto progettata negli anni 90′ 650 euro senza battere ciglio quindi diventa abbastanza relativo il discorso.

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